Émile Zola è noto per « Germinal », « L’Assommoir » o « J’accuse… ! », la sua lettera aperta sull’affare Dreyfus. Meno noto è che, prima di diventare un grande romanziere, fu un critico d’arte appassionato, e uno dei primi a difendere i pittori che di lì a poco sarebbero stati chiamati impressionisti.
Ecco la storia di un’amicizia e di una battaglia che hanno segnato l’arte e la letteratura dell’Ottocento.
In breve
- Émile Zola (1840-1902) cresce ad Aix-en-Provence, dove Paul Cézanne è il suo amico d’infanzia.
- Dal 1866 difende Édouard Manet sui giornali, contro la critica ufficiale.
- Manet lo ringrazia con un celebre ritratto, oggi al museo d’Orsay.
- Il suo romanzo « L’Œuvre » (1886), su un pittore fallito, lo allontana da Cézanne.
Un amico d’infanzia di nome Cézanne
Zola trascorre la giovinezza ad Aix-en-Provence. A scuola stringe amicizia con un ragazzo poco più grande, Paul Cézanne. I due adolescenti condividono sogni di gloria, l’uno nella letteratura, l’altro nella pittura. Trasferitosi a Parigi, Zola convince Cézanne a raggiungerlo, e grazie a lui conosce i giovani artisti che rifiutano la pittura accademica.
Il difensore di Manet
Nel 1863 il « Déjeuner sur l’herbe » di Manet fa scandalo. Nel 1866 Zola, allora giovane giornalista, ne prende le difese sul giornale « L’Événement » e attacca la giuria del Salon ufficiale. I suoi articoli fanno così tanto rumore che deve interrompere la sua rubrica. Li pubblica comunque, con il titolo « Mon Salon ». Per Zola l’arte deve mostrare il mondo così com’è, con uno sguardo personale: « une œuvre d’art est un coin de la création vu à travers un tempérament » (un’opera d’arte è un angolo del creato visto attraverso un temperamento).
Da vedere: per ringraziarlo, nel 1868 Manet dipinge il « Ritratto di Émile Zola ». Vi si vede lo scrittore alla scrivania, circondato da una stampa giapponese e da una riproduzione dell’« Olympia ». Il quadro è esposto al museo d’Orsay, a Parigi.
Gli impressionisti nei suoi romanzi
Zola frequenta il Café Guerbois, nel quartiere delle Batignolles, dove si ritrovano Manet, Monet, Renoir, Degas e Pissarro. Nei romanzi del ciclo dei « Rougon-Macquart » descrive Parigi con una precisione quasi pittorica: il mercato delle Halles in « Le Ventre de Paris », i grandi magazzini in « Au Bonheur des Dames », la stazione Saint-Lazare in « La Bête humaine », dipinta anche da Monet.
| Opera | Anno | Legame con la pittura |
|---|---|---|
| « Mon Salon » | 1866 | I suoi articoli in difesa di Manet e dei giovani pittori |
| « Le Ventre de Paris » | 1873 | Descrizioni delle Halles ricche di colori, con un pittore tra i personaggi |
| « L’Œuvre » | 1886 | Il destino di un pittore di talento che fallisce, ispirato ai suoi amici artisti |
| « La Bête humaine » | 1890 | Il mondo dei treni e della stazione Saint-Lazare, soggetto prediletto di Monet |
La rottura
Con il tempo Zola diventa più critico. Trova che gli impressionisti non portino fino in fondo le loro idee e attende il “genio” che compirà questa nuova pittura. Nel 1886 pubblica « L’Œuvre », la storia di Claude Lantier, un pittore di talento che non riesce a terminare il suo capolavoro e si toglie la vita. Molti vi riconoscono Cézanne, mescolato a Manet e ad altri. Cézanne lo ringrazia con cortesia per il libro ricevuto, poi i due smettono di vedersi, anche se gli storici discutono ancora sulle vere ragioni del loro allontanamento.
Per approfondire
Leggere Zola in francese è impegnativo ma molto arricchente: iniziate da brani scelti, con l’aiuto di un insegnante. Per altre idee, leggete perché i nostri studenti imparano il francese o il nostro articolo su Édith Piaf. E per parlare di arte e letteratura con un insegnante madrelingua, provate il nostro corso di conversazione in francese o il Live French Club.
Domande frequenti
Che legame c’era tra Émile Zola e Paul Cézanne?
Erano amici d’infanzia ad Aix-en-Provence. Zola incoraggiò Cézanne a venire a dipingere a Parigi. La loro amicizia si spense dopo l’uscita di « L’Œuvre » nel 1886, un romanzo il cui protagonista ricorda Cézanne.
Perché Zola difese Manet?
Perché vedeva in lui un artista che dipingeva il mondo moderno con uno sguardo personale, lontano dalle regole accademiche. Nel 1866 lo difese sui giornali contro la giuria del Salon ufficiale.
Dove si può vedere il ritratto di Émile Zola dipinto da Manet?
Al museo d’Orsay, a Parigi. Manet lo dipinse nel 1868 per ringraziare Zola di averlo difeso.
Quale romanzo di Zola parla di pittura?
« L’Œuvre » (1886), che racconta la vita di Claude Lantier, un pittore di talento che non riesce a terminare il suo capolavoro.
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